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18 agosto 2009 - Da Bolina
“Palermo-Montecarlo”:
al via la quinta edizione
Sono sedici gli equipaggi in gara nella regata d’altura di 500 miglia, dalla Sicilia alla Costa Azzurra, partita il 18 agosto dal Golfo di Mondello. Da quest'anno premiato anche il vincitore in tempo compensato.
Martedì 18 agosto alle ore 12,00 ha preso il via dal Golfo di Mondello, Palermo, la quinta edizione della “Palermo-Montecarlo”, regata d’altura di 500 miglia organizzata dal Circolo della Vela Sicilia in collaborazione con lo Yacht Club de Monaco. L’evento, al quale prendono parte sedici imbarcazioni delle classi Ims, Orc Club (superiori ai 34 piedi) e barche classiche e d’epoca, da quest’anno costituisce prova valida per l’assegnazione del “Trofeo d’Altura del Mediterraneo” (insieme alle prestigiose regate “Pirelli-Coppa Carlo Negri”, “Settimana dei Tre Golfi”, “Giraglia Cup” e “Middle Sea Race”). Un percorso libero che dalla Sicilia si snoda lungo tutto il Tirreno fino alla Costa Azzurra e dove per tutti gli equipaggi il tempo record da battere è quello stabilito nel 2008 da “Senso One” con 52 ore, 11 minuti e 48 secondi.
Tra le novità del 2009 va segnalato il nuovo “Trofeo Angelo Randazzo” dedicato alla memoria dell’ideatore della competizione nonché Presidente del Circolo Della Vela Sicilia dal 1992 al 2008 e che sarà assegnato all’armatore della imbarcazione vincitrice nella classifica overall. Resta confermato anche quest’anno invece il “Trofeo Giuseppe Tasca d’Almerita - First boat across the line” per l’imbarcazione che taglierà per prima in tempo reale la linea di arrivo a Montecarlo.
Il sito della regata
7 agosto 2009 - Da Y&S
Soldini alla Fastnet
Domenica 9 agosto alle h 12 gmt 300 barche (e 2.500 velisti) taglieranno la linea di partenza del Royal Yacht Squadron di Cowes (Isola di Wight) per partecipare alla Rolex Fastnet Race, la regata offshore che dal 1925 si corre al largo delle coste della Gran Bretagna.
Tra le 300 barche anche Telecom Italia a bordo del quale Giovanni Soldini parteciperà per la prima volta alla leggendaria e affascinante regata d'altura con un equipaggio inedito formato da Pietro D'Alì, Corrado Rossignoli e Franco Manzoli.
Un quartetto tutto italiano che percorrerà le 608 miglia che separano Cowes dal traguardo a Plymouth passando intorno allo scoglio del Fastnet (al largo dell'Irlanda). Venti i Class 40 iscritti a una regata impegnativa che da sempre mette a dura prova barche ed equipaggi per le imprevedibili condizioni meteorologiche e per le insidiose correnti marine.
"Sono contento di partecipare per la prima volta a una regata mitica, entrata nell'immaginario di tutti gli appassionati di mare e di vela", ha dichiarato Soldini. "E sono molto contento dell'equipaggio che sarà a bordo di Telecom Italia. Pietro D'Alì conosce molto bene la barca. abbiamo vinto insieme nel 2007 la Transat Jacques Vabre e siamo diventati molto affiatati. Ciccio Manzoli è un amico, ha una preparazione oceanica più simile alla mia, su Telecom Italia ha già fatto due volte il Grand Prix Petit Navire di Douarnenez e la Québec-Saint Malo 2008. Corrado Rossignoli è una new entry, è uno dei migliori prodieri emergenti, sono sicuro che porterà a bordo la sua bravura e preparazione tecnica. Fondamentale per la buona riuscita della regata sarà la condivisione a bordo dei rispettivi know how".
RaiDue - Storie - L'epilogo Del Giro Del Mondo Dei Fresi Aprile 2009 - video powered by Metacafe
Aprile 2009 - Da Y&S
La nautica oggi - Perché non la aiutano?
La nautica mondiale sta attraversando un periodo difficile! La nautica italiana sta attraversando un periodo molto difficile! In una situazione economica così complessa nulla è stato fatto per aiutare un comparto così importante come quello della cantieristica e di un indotto che è forse tra i più estesi nell’industria. Ma per questa realtà non ci si mobilita: il Governo ha pensato ad aiuti per comparti come l’auto e gli elettrodomestici, ma non alla nautica. Ucina, l’associazione italiana dei costruttori, ha comunicato i numeri dell’andamento del settore negli ultimi cinque mesi. Il calo è pari al 25%: in parole povere mancheranno circa 1,4 miliardi di euro, con effetti pesanti sul famoso Pil che negli ultimi anni ha goduto non poco del boom della nautica. Soccorrere la nostra cantieristica non significherebbe aiutare chi acquista una barca, ma un settore il cui valore della produzione sfiora i 3,5 miliardi di euro, in cui lavorano quasi 40 mila persone, che negli ultimi anni ha esportato il 60% della produzione, e ha un moltiplicatore fino a quattro volte il valore investito. Sarebbero diversi i modi per aiutare una realtà come quella della nautica italiana, e non solamente con finanziamenti. Ci sono poi situazioni che rendono ancora più difficile lo sviluppo di un settore che sta attraversando un periodo difficile.
Quasi a voler accrescere le difficoltà, il Leasing Nautico, quello strumento che ha dato energia a questo settore, ora è sempre più bloccato. Da una parte ci sono le banche che, con la crisi che stanno attraversando, hanno allungato i tempi di erogazione dei leasing nautici – se non li hanno sospesi totalmente – ma a questo problema si aggiunge la Guardia di Finanza che cerca, anche retroattivamente, di verificare se realmente le barche sono state fuori dalle acque territoriali come la facilitazione del leasing permetteva. Questa situazione – peraltro ancora confusa – ha fatto sì che le società che applicano il leasing nautico chiedano ai clienti di firmare un’assunzione di responsabilità sullo stato di permanenza delle barche fuori dalle acque territoriali, e più esattamente comunitarie. Il leasing italiano era nato per aiutare la nostra nautica, ma anche per combattere
quello adottato dai nostri cugini d’oltralpe a cui ricorrevano moltissimi armatori italiani. Il leasing francese è ora tornato di moda anche tra i nostri armatori, sia perché le banche transalpine lo concedono ancora ma anche perché non richiedono strane dichiarazioni, o perlomeno la Guardia di Finanza francese non si chiede se le barche stanno entro od oltre le acque territoriali o
comunitarie. L’ultima novità è l’etilometro per la nautica, recentemente presentato dalla Guardia Costiera per ridurre gli incidenti in mare. Una scelta che stupisce visto che non eravamo a conoscenza di incidenti nella nautica causati dallo stato d’ubriachezza degli armatori. Il risultato invece è di legittimare ancora di più i vari Corpi a fermare le barche in navigazione.
Da una recente analisi, la nautica è influenzata negativamente da cinque fattori: la carenza dei posti barca; l’imposizione fiscale nei confronti dei diportisti e del prodotto barca; l’assenza di una chiara legislazione in fatto di porti turistici; il costo del carburante; i controlli in mare. Niente di nuovo, in realtà. Certamente la nautica italiana sta attraversando un periodo molto difficile, ma il nostro Governo non la sta aiutando!
Andrea Brambilla
25 febbraio 2009
Velista dell'anno: vince Alessandra Sensini - Da Y&S
E' Alessandra Sensini la vincitrice della XVIII edizione del Velista dell'Anno. La campionessa del mondo di RS:X, medaglia d’argento a Pechino e tre volte già insignita del prestigioso riconoscimento, ideato e organizzato dall’Acciari Consulting, è stata premiata ieri sera a Roma a Villa Miani.
“Il Timone d’Oro”, ha dichiarato la surfista grossetana , “è il premio più prestigioso ed ambito dalla vela italiana. Il 2008 è stato un anno fantastico, ricco di avventure bellissime: questo riconoscimento è la “ciliegina sulla torta” che chiude il quadriennio olimpico. Il futuro? Ultimamente, mi sono gettata in due importanti progetti, la navigazione nel Melges 24 e la vicepresidenza della Federazione Italiana Vela”.
Per la FIV era presente il presidente Carlo Croce cha ha dato qualche anticipazione sulle prossime attività federali: "Sarà una campagna all'insegna dei giovani". In serata il Premio Speciale per la Promozione della Vela è andato all’imprenditore Fabio Perini di Perini Navi. L'atteso premio per il Miglior Under 25, intitolato alla memoria della storica firma di Carlo Marincovich, è andato a Matteo Bernard, vincitore nel 2008 dell'Europeo Optimist. Il riconoscimento per il Miglior Progettista è andato infine a Marco Croci per il suo Truc 18 Cabrio, imbarcazione che ha conquistato consensi anche a livello europeo; mentre Atlanta II dell’armatore Carlo Puri Negri è stata premiata come Miglior Imbarcazione del 2008.
“E’ una barca veloce come la ninfa della leggenda greca di cui porta il nome”, ha raccontato l’armatore, “Ho cominciato moltissimi anni fa e mi sono levato tante soddisfazioni. Ora, arriva questo premio che mi emoziona molto”.
TIMONE D’ORO (MIGLIOR VELISTA):
Alessandra Sensini
PREMIO CARLO MARINCOVICH (MIGLIOR UNDER 25):
Matteo Bernard
MIGLIOR PROGETTISTA:
Marco Croci
MIGLIORE IMBARCAZIONE:
Atalanta II
Febbraio 2009
Mercato globale L'estero ci salverà. - Da Y&S
L’attuale situazione del mercato mondiale pesa inevitabilmente anche sul settore della nautica. Ma l’economia ci insegna che è proprio in questi periodi difficili che bisogna costruire le basi solide per uno sviluppo futuro. Penso siano due i temi principali su cui lavorare per il futuro della nautica da diporto. Il primo riguarda i posti barca. Il problema era già di attualità nei periodi di
grande splendore, oggi ritengo lo sia ancora di più. Per permettere una ripresa della crescita del settore - infatti - gli armatori devono trovare ormeggi a costi più vantaggiosi e per questo bisogna calmierare i prezzi e realizzare delle strutture anche al Sud o all’estero. Ci sono mercati interessanti per la ripresa ma non esistono porti e marina in grado di soddisfare la richiesta di ormeggi. L’Italia, secondo Paese al mondo nella costruzione d’imbarcazioni, non può fermarsi a guardare esclusivamente ai suoi ottomila chilometri di coste. In questo senso credo che Ucina debba avere un’apertura mentale più ampia che non si limiti a verificare quanto accade da noi. Rappresentare la nautica italiana significa anche guardare alla crescita e allo sviluppo, soprattutto in campo internazionale, perché è su quel tavolo che si giocherà la prossima partita. Basta leggere gli ultimi dati forniti dall’associazione: l’esportazione dei nostri cantieri è superiore al 56 per cento della produzione totale. È lampante che Ucina non può esaminare esclusivamente il nostro piccolo mondo! Altro tema da affrontare per un futuro positivo è il settore dell’usato. La lista delle offerte che certi broker espongono in quest’ultimo periodo è incredibile. E anche in questo caso bisogna trovare delle soluzioni per rimetterlo sul mercato in modo competitivo. Il mondo dell’auto è il primo che ha dovuto affrontare questo problema e lo ha risolto portando in Paesi più poveri il nostro usato. Nella nautica non è così facile, ma ritengo possa essere presa in esame una soluzione simile. Ma torniamo sempre al problema iniziale. Servono dei posti barca a prezzi vantaggiosi in Paesi “giovani” nella nautica da diporto. E questi posti barca dobbiamo realizzarli noi, se vogliamo aiutare la nostra cantieristica. Ucina ci sta pensando? Ha aperto un tavolo internazionale a Bruxelles, in seno alla Comunità Europea, per affrontare questo problema? Perché riguarda anche Paesi come Francia, Inghilterra e Germania: tutti evoluti nel diporto nautico ma con il medesimo problema di ormeggi.
Tra pochi giorni torneremo a parlare della grande vela dell’America’s Cup. Sì perché la Louis Vuitton Pacific Series, che prenderà il via ad Auckland il 30 gennaio e che potrete seguire tutti i giorni sul Yacht & Sail-Sky 214 alle ore 22.30, conferma che i velisti sono stufi di sfidarsi in tribunale e preferiscono regatare in mare. A Monaco si è tenuto il primo World Yacht Racing Forum, dove esperti di marketing, velisti e sponsor si sono confrontati e scambiati opinioni sul futuro della vela sportiva. Noi c’eravamo e anche in quell’occasione, nel confronto diretto tra i responsabili di Alinghi e Oracle, personaggi del calibro di Paul Cayard hanno denunciato il loro disappunto sulla querelle dell’America’s Cup. «Basta, si torni a regatare!» è stata la richiesta di tutti. Per ora accontentiamoci delle regate che noi commenteremo in studio tutti i giorni con un nutrito gruppo di velisti, appassionati e personaggi della vela mondiale.
Andrea Brambilla
Sos per la Brazzera "ANTAL" - Da bolina n 262 - Marzo 2009
Una barca tradizionale dalmata costruita nel 1965 è oggi abbandonata nell'attesa che un'istituzione, un circolo o appassionati, si interessino al suo recupero. Questo è un appello. L'ultimo, il piu' disperato. Un tempo le barche finivano la loro esistenza in fondo al mare o venivano bruciate, magari il giorno di S. Nicolo, come a Lissa, perche' dalle loro ceneri nascesse un nuovo scafo. Oggi, in un'epoca piu' prosaica, vengono semplicemente smaltite. Legno pitturato, cento euro a tonnellata. Chi non sa rassegnarsi a cio' si faccia avanti e non esiti a contattare Bolina: sara' allora il momento di entrare nei dettagli, di discutere le soluzioni, di avviare il progetto. Il momento se gli dei del mare lo vogliono, di iniziare una nuova fase per Antal.
23 febbraio 2009
Breil Milano e Shosholoza: un sorriso per il Sud Africa - da Y&S
Un’iniziativa benefica lega il team africano di Shosholoza con Breil Milano. Dal 1 aprile al 31 dicembre infatti acquistando un orologio del brand parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Izivunguvungu, un centro velico per ragazzi disagiati situato a Simon’s Town, vicino a Cape Town. Fondato nel 2001 da due velisti sudafricani, il centro velico ospita ogni anno 170 studenti dove si insegna ai ragazzi prima a nuotare e poi ad andare in barca a vela. Lo stesso team dell’armatore Salvatore Sarno ha reclutato in passato alcuni giovani proprio dalla Fondazione Izivunguvungu.
Dal giro del MondoForesi - 18/02
Abbiamo piacere di confermare che AUSTRAL è stata identificata! Una storia andata a lieto fine sebbene non priva di lati drammatici; la marina australiana, informata dal nostro centro di ricerca e salvataggio di Roma per mezzo della Capitaneria di Porto di Porto Torres ha informato che la suddetta imbarcazione è stata oggetto di recente del salvataggio delle 2 persone che componevano l'equipaggio in condizioni meteomarine particolarmente avverse da parte della nave MAERSK DE CATUR. Il corrispettivo centro di ricerca e salvataggio australiano (AMSA) ha ringraziato sia le nostre autorità marittime ed in particolar modo l'imbarcazione OnitronI-Autoprestige per aver dato l'avviso di ritrovamento con la posizione di AUSTRAL. Siamo rasserenati dalla notizia che l'equipaggio sia salvo e che potrà così tornare in possesso della propria imbarcazione. Ringraziamo qui la Capitaneria di Porto Torres per il lavoro svolto; una vicenda che rende onore a tutti, in primis a Piero e Vittorio ed anche alle nostre autorità che hanno ben collaborato con quelle australiane.

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